Durante la prima visita fornisco numerose informazioni, alcune delle quali necessitano di essere ripetute e ribadite nel corso delle altre visite. Sia per essere trasmesse al paziente in maniera chiara e semplice, sia per essere consolidate e quindi fatte *proprie* del paziente. Uno di questi punti (il più ostico!) riguarda la bilancia, lo strumento con il quale banalmente valutiamo il peso della persona. Ne esistono tante in commercio, di tutti i tipi e prezzi, ma quanto può essere utile pesarsi sulla bilancia?

Come ripeto spesso ai miei pazienti, la sola bilancia non è in grado di dirci se il peso è dato da una percentuale di massa grassa o massa magra, proprio per questo motivo vi invito a leggere perché in studio eseguiamo anche l’analisi della composizione corporea (Analisi della composizione corporea: cos’è e come si fa).

La bilancia e la composizione corporea:

La bilancia sicuramente può essere uno strumento che al di fuori del percorso dimagrante ci aiuta a monitorare l’andamento del peso, ma se non si hanno le giuste informazioni il valore espresso dalla bilancia può essere decontestualizzato e può fornirci informazioni o errate o incomplete o fuorivianti. 

Se infatti vi trovate a fare un  confronto tra il vostro peso attuale e quello di qualche anno fa, potreste non tenere in considerazione che possono esserci state delle modifiche o fisiologiche o esterne al nostro organismo dettate per esempio dal cambio di stile di vita. Chiedetevi per esempio:

  • in che fase del ciclo mestruale mi trovo?
  • Ho iniziato a fare sport? Se sì, quale tipo di attività fisica?
  • Il mio intestino è regolare?
  • Ho cambiato qualcosa della mia alimentazione?

L’aspetto infatti che viene sottovalutato riguarda proprio la composizione corporea: può infatti accadere che

  1. a parità di peso sulla bilancia indossiamo taglie differenti
  2. nonostante il peso della bilancia sia salito, indossiamo taglie più piccole
  3. nonostante il peso della bilancia sia sceso, indossiamo taglie più grandi

Semplicemente, negli anni potremmo aver variato la nostra composizione corporea.

Proprio per questo motivo a chi inizia con me un percorso dimagrante consiglio TASSATIVAMENTE di non pesarsi a casa e di aspettare il controllo  in studio.

http://nutrizionistafaraone.com/controllo-dal-nutrizionista-come-si-svolge-e-a-cosa-serve/

Per quali motivi non ha senso pesarsi a casa all’inizio di un percorso dimagrante?

  1. la bilancia di casa può essere poco precisa, può portare dietro degli errori di taratura
  2. non abbiamo ancora gli strumenti per fare una valutazione di quel peso, infatti il peso è determinato da molteplici fattori (svuotamento intestinale, ritenzione di liquidi, massa muscolare ecc…)
  3. oscillazioni quotidiane del peso sono la normalità, sintomo di un organismo che sta funzionando e reagisce a stimoli esterni (per esempio una cena più abbondante, uno scarso consumo di acqua) e interni (per es fluttuazioni ormonali, cattivo o esasperato svuotamento intestinale)
  4. non possiamo aspettarci che il peso cambia nel giro di pochi giorni. Ci sono persone che subito risentono del cambio di alimentazione e altre che invece impiegano più tempo.

Cosa avviene banalmente quando iniziamo la dieta:

  1. Gli inizi sono sempre difficili, non possiamo negarlo: si tratta di mettere in discussione la nostra alimentazione. Mettiamo quindi in atto passo dopo passo cambiamenti necessari proprio perché le vecchie abitudini ci hanno portato ad esse insoddisfatti della nostra forma fisica o ci hanno causano delle patologie.
  2. Iniziamo quindi un regime controllato che sicuramente attraverserà almeno due fasi: la prima è quella durante la quale il nostro corpo cercherà di abituarsi alla nostra nuova alimentazione (è possibile avere fame, dover cercare nuovi equilibrio anche organizzativi, in genere dura una settimana-dieci giorni), la seconda invece vedrà lo stabilizzarsi delle nostre emozioni e il percepire un miglioramento del nostro stato di salute (questa fase può iniziare anche dopo quindici giorni o un mesetto, maggior energia, minor senso di fame, regolarità intestinale).
  3. Se quindi decidiamo di pesarci durante la prima fase andiamo in contro a destini diversi:
  • se il peso è già sceso  > sono felice > potrei 1) essere motivato a seguire di più la dieta oppure 2) potrei adagiarmi prima del tempo e prima del controllo dal nutrizionista che certifichi effettivamente ci sia stato un miglioramento della massa grassa, impedendo al corpo quindi di intaccare la massa grassa, potrei concedermi più sgarri a cuor leggero (tanto ho già perso un po’ di peso!) che mi riporteranno al peso di partenza
  • se il peso non è ancora sceso > sono triste, sconfortato > potrei 1) persistere nella dieta e non darmi per vinto (molto raro accada…) oppure  2) sentirmi così tanto scoraggiato da abbondare solo dopo pochi giorni il piano nutrizionale senza realmente dare modo sia alla dieta di funzionare, sia di valutare successivamente con il nutrizionista se sia opportuno fare modifiche al piano nutrizionale (proprio perché non abbiamo seguito la dieta per il periodo concordato con il nutrizionista).

Come possiamo infatti credere che dopo anni di abitudini sbagliate, dopo anni in cui la massa grassa ha avuto modo e tempo di insediarsi, di vedere risultati immediati? Anche se ci fossero,  potrebbero essere solo transitori se non supportati da una corretta alimentazione.

Il percorso di dimagrimento corre il rischio di essere reversibile quando non accompagnato da un diverso approccio mentale alla tavola.

 

In conclusione, la bilancia può essere uno strumento comodo e pratico da usare al termine del percorso nutrizionale e per chi ha già buona consapevolezza alimentare ma soprattutto una consapevolezza del proprio corpo e delle proprie forme. Ricordo sempre di tenere a mente che:

  • non ha senso pesarsi tutti i giorni
  • non ha senso pesarsi dopo cene abbondanti o ricche in carboidrati
  • oscillazioni del peso non devono subito scoraggiarci ma vanno interpretate

Molti dei miei pazienti hanno imparato inoltre che le circonferenze (specie quelle del giro vita e dell’ombelico) e l’analisi bioimpedenziometrica sono strumenti fondamentali e che ci danno informazioni ben più precise sul nostro stato sia di salute sia quindi di composizione corporea. Come dice una mia paziente:

Nulla è più sincero di un jeans non elasticizzato.

L.M.

Se hai trovato interessante questo articolo leggi anche:
http://nutrizionistafaraone.com/controllo-dal-nutrizionista-come-si-svolge-e-a-cosa-serve/

http://nutrizionistafaraone.com/percorso-nutrizionale/

Dieta per future spose [intervista ZankYou]