Controllo dal nutrizionista all’interno di un percorso di gestione del peso corporeo: cos’è? a cosa serve? come si svolge? ogni quanto va fatto?

Dopo la serie di articoli tutti dedicata alla prima visita e al percorso nutrizionale (puoi leggerli quiqui e qui) ho pensato di dedicare qualche parola agli appuntamenti successivi, meglio conosciuti come *controlli*.

Sarà forse questo nome che induce a pensare che l’appuntamento di controllo dal nutrizionista consista in una semplice pesata sulla bilancia? In realtà il controllo dal nutrizionista è molto di più!

Il controllo dal nutrizionista è un appuntamento della durata di circa 20-30 minuti. Possiamo idealmente suddividere questo tempo in tre fasi:

1. Colloquio valutativo

Inizialmente si indagano le impressioni relative al periodo di dieta appena seguito.

  • Il paziente ha avuto fame? Se si, fame nervosa o reale? Impariamo a distinguerle! Ci tornerà utile per valutare i pasti che contribuiscono a controllare il senso di fame. In quale momento della giornata?
  • Il paziente ha avuto difficoltà a gestire i pasti e nell’organizzazione della spesa? Se si, valutiamo nuove strategie pratiche.
  • I pasti proposti nella dieta sono stati piacevoli? Sono stati gratificanti?
  • Come ha reagito l’intestino al cambio di alimentazione? C’è necessità di rivalutare il quantitativo di fibre o il timing dei pasti?
  • Quali sono state le alternative (tra le tante preferenze suggerite dalla dieta) che il paziente ha gradito di più? Queste alternative sono effettivamente anche le migliori sotto il profilo nutrizionale?
  • Quali sono stati i pasti liberi? Sono stati gestiti con serenità e senza difficoltà? Definiamo meglio come comportarci in queste occasioni!

Attraverso le risposte che il paziente fornisce il nutrizionista da un lato propone piccole modifiche alla dieta e aiuta il paziente a trovare soluzioni concrete per attuare nella maniera più semplice possibile la dieta. Dall’altro lato,  guida il paziente in una sorta di autoanalisi  lo aiuta a focalizzarsi sulle impressioni percepite e a prendere prima consapevolezza delle risposte del suo organismo:

  • i vestiti risultano più comodi?
  • il sonno notturno è riposante o spesso si interrompe?
  • al mattino ci si sveglia stanchi o con maggior energia rispetto a prima?

Tutte queste domande sono mirate anche a distogliere il paziente dalla costante attenzione nei confronti della bilancia. Il controllo del nutrizionista infatti rappresenta un momento importante sia per l’acquisizione di una maggior consapevolezza alimentare, sia per comprendere il ruolo fondamentale che l’alimentazione riveste nell’ambito della salute.

2. Misurazioni antropometriche

In questa seconda fase si passa a valutare i dati oggettivi: si controlla il peso, si riprendono le circonferenze e si esegue nuovamente l’analisi della composizione corporea andando a valutare come si sono modificate la massa magra e la massa grassa (ne parlo dettagliatamente in questo articolo).

3. Modifiche alla dieta

Alla luce quindi di quanto emerso nelle prime due fasi del controllo dal nutrizionista, si procede a valutare come procedere per il periodo successivo. Il nutrizionista propone delle modifiche con lo scopo sia di mantenere la dieta  sempre piacevole  sia di continuare a fare in modo che la dieta sia efficacie e permetta di raggiungere gli obiettivi prefissati. Si valutano inoltre gli alimenti presi singolarmente, per capire come inserirli nel piano nutrizionale ma anche per capire dove acquistarli, quando (sempre con riferimento alla stagionalità) e come (con attenzione quindi alle etichette).

Finalità del controllo dal nutrizionista:

Un concetto che spesso non viene pienamente compreso è quello della finalità del colloquio: se infatti è sempre entusiasmante vedere percorsi che procedono senza difficoltà, in realtà è ancora più importante dedicare del tempo alle criticità che il paziente riporta. Il momento del controllo è un momento importante per

  • fortificare le buone abitudini che il paziente sta lentamente acquisendo
  • incoraggiare il paziente e mostrare i risultati ottenuti (infatti spesso il paziente non ha consapevolezza della tanta strada fatta!)
  • mantenere alta la motivazione anche quando si incontrano eventi che sembrano remare contro il percorso nutrizionale (e trovare una soluzione alternativa!)
  • *cucire* su misura del paziente un piano nutrizionale che tenga conto di orari, impegni, lavoro, hobby, gusti, stagionalità, situazioni patologiche
  • soddisfare dubbi/perplessità/curiosità del paziente

Proprio per perseguire queste finalità si consiglia di fissare i controlli ogni 3-4 settimane al massimo specie nei primi tempi: inizialmente infatti è ancora più necessario monitorare l’andamento del percorso. Non trascurate inoltre i numerosi punti che vengono toccati durante il controllo dal nutrizionista… vedendosi a distanza maggiore di 4 settimane risulterebbe difficile per il paziente ricordare tutto ma anche dedicare ad ogni punto il giusto tempo.

Quando invece il percorso è ben avviato si iniziano a distanziare maggiormente questi appuntamenti per fare anche in modo che il paziente inizi a procedere sempre con maggior autonomi e sicurezza.

Come si conclude quindi il percorso? Parleremo meglio in futuro del percorso di mantenimento dei risultati ottenuti.

Per chi desiderasse avere maggiori info: Percorso nutrizionale

Analisi della composizione corporea

Percorso Nutrizionale: 10 cose che vorresti sapere