Diario alimentare: uno strumento utilizzato dal biologo nutrizionista (scopri di più qui) all’inizio o durante il percorso nutrizionale, che può essere utile anche a chi non sta seguendo un regime controllato!

Cos’è il diario alimentare?

Il diario alimentare, proprio come suggerisce il nome, è uno strumento che permette di annotare quotidianamente  ogni singolo pasto e quindi alimento assunto durante la giornata. All’atto pratico possiamo quindi immaginarlo come un foglio (organizzato per esempio con righe e colonne) per poter prendere nota di tutte le informazioni che riguardano i pasti. Nello specifico potranno comparire l’orario (di assunzione di un dato alimento), il tipo di alimento, la quantità, la modalità di cottura, la presenza di condimenti e odori, il luogo in cui il pasto è stato consumato, il contesto ed eventuali commenti. Queste ultime informazioni riguardano quindi la sfera emotiva, un aspetto che non deve mai essere trascurato! Non è raro infatti trovare delle connessioni tra stress, preoccupazioni o fretta con abitudini alimentari dannose per la salute. Ma di questo ne parleremo più avanti…

Come utilizzarlo?

Dopo aver quindi scaricato il vostro diario alimentare (troverete il link gratuito alla fine di questo articolo) possiamo iniziare ad annotare tutto ciò che mangiamo (e che beviamo!) durante la giornata. Per dare la possibilità al biologo nutrizionista di utilizzare al meglio questo strumento, è necessario non posticipare mai la compilazione del diario alimentare: è bene quindi, subito dopo ogni pasto, procedere alla compilazione che richiederà in questo modo uno sforzo praticamente nullo della nostra memoria ed eviteremo quindi di dimenticare qualcosa. Procederemo quindi specificando l’orario dell’inizio del pasto, cosa abbiamo mangiato e in che quantità. Le quantità sono un punto di fondamentale importanza che però spesso viene trascurato: se si ha la possibilità si potrà specificare il peso in grammi (esplicitando se si tratta di un alimento pesato da crudo o da cotto) oppure si potrà utilizzare una dimensione facente riferimento ad un oggetto di uso comune che potrà dare un’informazione abbastanza precisa (una tazza di latte, un cucchiaio di ceci cotti, una fetta di carne grande con un mouse, un pezzo di formaggio grane come un rossetto ecc..). 

Qualsiasi ulteriore informazione potrà essere utile al professionista: aggiungete quindi anche la modalità di cottura, alcune caratteristiche dell’alimento (bio, light, senza lattosio, senza glutine..), eventuali ingredienti specifici se si tratta di particolari preparazioni o ricette (per esempio: POLPETTE, non basterà indicare il nome…sarà necessario anche scrivere i singoli ingredienti, non tutti infatti abbiamo le stesse ricette e procedimenti!)..

Infine, per ogni pasto potrete specificare il contesto: qui è utile prendere nota di eventuali gonfiori o fastidi nella digestione, se avete praticato sport e potete fare un riferimento alle vostre emozioni (rabbia, stress, preoccupazioni, felicità, fretta, ansia..). In alcuni casi può essere utile integrare il diario alimentare con alcune informazioni riguardo la propria salute intestinale specificando il numero delle evacuazioni e  forma, colore e consistenza delle feci.

Per quanto tempo utilizzarlo?

Il diario alimentare può essere utilizzato a partire da un minimo di 3 giorni: ovviamente più saranno i giorni descritti, maggiore sarà il ventaglio di informazioni che riusciremo a ricavare. Molto importante è anche la distinzione tra giorni infrasettimanali o festivi: durante il weekend le abitudini alimentari e in generale dello stile di vita potrebbero subire delle piccole variazioni di cui sarebbe meglio prendere nota! Per questo nella forma breve dei 3 giorni si consiglia di compilare almeno un giorno a scelta tra sabato o domenica (giorni in cui più frequentemente si trascorre il pasto in famiglia o fuori casa con amici): per esempio di LUNEDì -GIOVEDì – SABATO.

Perché utilizzarlo?

Il diario alimentare è un importante strumento che il biologo nutrizionista utilizza prima di iniziare il percorso nutrizionale per avere ben chiare le dinamiche che sottostanno alle abitudini alimentari. In questo modo si evidenziano eventuali *errori* nell’alimentazione del soggetto che egli stesso non identifica come *importanti* e per questo motivo magari non si è discusso in sede di prima visita.

Il diario alimentare aiuta quindi a *visualizzare* le proprie abitudini come se fossimo un osservatore esterno, super partes. E’ possibile così, per chiunque, prendere coscienza di quella che è la propria alimentazione (a patto che si abbiamo dei buoni punti di riferimento…).

Il nutrizionista può anche ricorrere al diario alimentare nei casi in cui si voglia indagare se alcuni disturbi e fastidi possano dipendere da qualche particolare alimento (e torna quindi particolarmente utile definire meglio il contesto, eventuali commenti sulle feci e sulle emozioni).

Infine, può essere un valido strumento per chiunque voglia non solo prendere coscienza del proprio stile alimentare ma anche tenere traccia e ricordare cosa si è mangiato nei giorni passati: chi  di voi infatti può ricordare esattamente quante volte ha mangiato dei legumi o del pesce fresco (il tonno non vale 😉 ) la scorsa settimana?

 

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