Ho dei gusti semplicissimi; mi accontento sempre del meglio.
(Oscar Wilde)

Questa ricetta rappresenta una sfida che voglio lanciare a tutti voi.

Il gusto rappresenta uno dei 5 sensi assieme alla vista, all’olfatto, all’udito e al tatto, tutti fondamentali anche nella cucina.

Esistono però differenze interindividuali per ciascuno di questi sensi che determinano le nostre personalissime percezioni sensoriali e i nostri gusti.

Il gusto è il “senso” più plastico che possediamo e quello che più varia da persona a persona. Alcuni dei fattori che più contribuiscono a queste differenze interindividuali sono: l’età, il fumo, le nostre esperienze ed emozioni associate ai cibi e… le abitudini alimentari che costruiamo negli anni.

Quelle abitudini alimentari che la nostra mamma ci insegna e ci trasmette sin da quando ci porta in grembo (e addirittura anche da prima…) e poi durante l’allattamento (il latte materno..il nostro primo super food di cui facciamo esperienza!) e lo svezzamento.

É stato infatti osservato che i bambini le cui mamme durante la gravidanza hanno una dieta la più varia possibile (ovviamente si intende una dieta sana e ricca di frutta e verdura), durante l’adolescenza sono meno neofobici rispetto agli altri bambini e cioè sono più propensi ad assaggiare e a gradire alimenti mai provati prima.

La percezione del gusto nasce quindi nel grembo materno e si definisce meglio durante il resto della nostra vita.

Detesto l’uomo che manda giù il suo cibo affettando di non sapere che cosa mangia. Dubito del suo gusto in cose più importanti.
(Charles Lamb)

Ma siamo realmente capaci di distinguere i sapori e di riuscire a percepire i singoli ingredienti di una ricetta? Siamo in grado di godere della semplice bontà di un piatto?

Ed ecco che per rispondere alle nostre domande dobbiamo ripensare e riflettere su quei fattori nominati in precedenza.

Se la nostra risposta è negativa: via il tabacco, riduciamo il sale e lo zucchero -di cui spesso si abusa-  che contribuiscono a nascondere i sapori reali degli alimenti, scegliamo sempre per la nostra alimentazione cibi semplici e genuini, evitiamo condimenti eccessivi che sovrastino i sapori.

Suvvia, lo so che ci state pensando da prima  ma…non stiamo sempre a nominare la povera genetica e il nostro DNA, l’imputato preferito di tutti i nostri guai e delle nostre accuse!

Esistono basi genetiche sì, ma contribuiscono solo in minima parte alle determinazione nostre preferenze alimentari. Non dobbiamo pensare al DNA come a un qualcosa che ci condanni sin dalla nascita!

Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.

Ippocrate

Quindi, se vogliamo riscoprire sapori autentici, siamo noi a doverci mettere in gioco.

A me piace giocare in cucina…ecco a voi quindi una ricetta di un dolce non dolce per testare la vostra percezione dei gusti

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Ingredienti per 18 Muffin

  • 200 g di farina Senatore Cappelli
  • 200 g di cioccolato fondente al 72%
  • 2 uova
  • 200 ml di latte
  • 1 cucchiaio di olio
  • 200 ml di acqua
  • 50 g di zucchero integrale di canna
  • 1 bustina di lievito
  • cannella ( o zucchero a velo)

Si lascia sciogliere a bagnomaria il cioccolato e nel frattempo in una ciotola si uniscono le uova, il latte, lo zucchero e  l’olio alla farina.

Una volta sciolto, si unisce il cioccolato e si mescola il tutto. Infine si aggiungono l’acqua e il lievito. Si versa quindi il composto nel contenitore precedentemente imburrato

Si cuoce in forno a 180 gradi per 20 min. Una volta pronti, aggiungere una spolverata di cannella sui muffin.